Urban Suffering

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Fin troppe parole sono state dette a proposito di chi vive in condizioni di disagio e difficoltà nei grandi centri urbani in Italia. La televisione continua a propinare i soliti contenuti, divenuti oramai “romantici”, del disagio urbano sotto forma di un clochard che dorme avvolto da cartoni in qualche angolo buio. Uomini senza identità, senza dignità, che trascorrono la propria esistenza nell’attesa di uno spicciolo di qualche passante.

La storia ci insegna, però, che oggi a queste figure si aggiungono le nuove forme di povertà, uomini che fino a ieri avevano un lavoro, una dignità, e potevano considerarsi parte attiva della società produttiva; per ritrovarsi poi senza lavoro, così, da un giorno all’altro, e vedendo trasformata e rivoluzionata l’intera esistenza.

Quando la città soffre vuole raccontare questo spaccato di Italia.

Il film nasce da una tesi di laurea in antropologia culturale di Giacomo Toricelli, operatore che da anni lavora a contatto con le persone senza dimora. Gli autori del film Carla Grippa e Marco Bertora intendono raccontare e descrivere la situazione e i percorsi biografici delle persone che, ancor più nell’attuale fase di crisi economica, si trovano in condizione di disagio e difficoltà e si rivolgono agli enti e alle strutture sociali di assistenza , pubbliche e private. 

L’intenzione non è quella di aggiungersi alla mole di prodotti che, trattando questo stesso argomento, danno voce a chi lavora a contatto con le persone senza dimora, bensì permettere a queste persone di raccontarsi, facendo emergere il loro punto di vista, la loro quotidianità e percezione spazio-temporale della strada, con lo scopo di avvicinare e sensibilizzare la società a rendersi conto della sofferenza che la abita.

Creare, dunque, quella consapevolezza che sta alla base di una società più equa e più giusta.

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